Un punto materiale che percorre una circonferenza con velocità (in modulo) costante. Cominciamo dai parametri descrittivi.
Il punto $P$ ruota su una circonferenza di raggio $r$. La sua posizione angolare evolve linearmente nel tempo:
dove $\omega$ è la velocità angolare (rad/s) e $\varphi_0$ la fase iniziale. Tre grandezze descrivono il moto:
$T$ è il periodo (tempo di un giro), $f$ la frequenza (giri al secondo, Hz), $v$ la velocità tangenziale.
L'accelerazione è puramente centripeta, sempre diretta verso il centro:
Sulla circonferenza convivono tre vettori che caratterizzano il moto. Capirne la geometria è il primo passo per leggere la proiezione.
Con asse $x$ orizzontale e $y$ verticale, e con $O$ al centro:
Derivando rispetto a $t$:
Si verifica subito che $\vec v\cdot\vec r = 0$: la velocità è sempre tangente alla circonferenza. Derivando ancora:
Se illuminiamo il punto rotante da molto lontano, la sua ombra su un diametro oscilla avanti e indietro. Quella oscillazione è il moto armonico semplice.
Proiettiamo $\vec r(t)$ sull'asse $x$. La coordinata della "ombra" è:
Questa è la definizione cinematica del moto armonico semplice: una funzione sinusoidale del tempo con
Ma la proiezione non riguarda solo la posizione. Proiettando sul diametro anche i vettori $\vec v$ e $\vec a$ si ottengono la velocità e l'accelerazione dell'ombra:
Nel disegno: la componente orizzontale di ciascun vettore (segmenti spessi sopra e sotto il diametro) è esattamente ciò che descrive il moto del punto rosso.
Derivando la proiezione otteniamo velocità e accelerazione del moto armonico, e scopriamo la legge dinamica che lo governa.
Partiamo da $x(t) = A\cos(\omega t + \varphi_0)$ e deriviamo:
Confrontando l'ultima espressione con $x(t)$ otteniamo la relazione che caratterizza il moto armonico:
L'accelerazione è proporzionale allo spostamento dalla posizione di equilibrio, e di segno opposto. Per la seconda legge di Newton $F = ma$:
Da qui il periodo:
Nei prossimi due passi applichiamo questa lente a due sistemi fisici concreti.
Una massa attaccata a una molla ideale è il prototipo dell'oscillatore armonico: la legge di Hooke è già la forma $F=-kx$.
Per una molla ideale di costante elastica $k$, la forza di richiamo è la legge di Hooke:
Applicando la seconda legge di Newton al carrello di massa $m$:
Confrontando con la firma del moto armonico $a = -\omega^2 x$:
Il valore attualmente impostato dà $T = $ … s, $f = $ … Hz.
Per un pendolo la forza di richiamo è geometrica, dovuta alla gravità che riallinea il filo verso la verticale. Diventa armonica solo nell'approssimazione di piccoli angoli.
Sia $\theta$ l'angolo del filo rispetto alla verticale. Lungo la direzione tangenziale alla traiettoria, sulla massa $m$ agisce la componente del peso:
Lungo la traiettoria, lo spostamento dalla verticale è l'arco $s = L\theta$. La seconda legge di Newton in direzione tangenziale, con $a$ accelerazione lungo l'arco, dà:
Per piccoli angoli, $\sin\theta \approx \theta = s/L$ (sviluppo di Taylor al primo ordine):
Stessa firma del moto armonico $a = -\omega^2 s$, con
Valori attuali: $T = $ … s, $f = $ … Hz.
Stessa equazione, due realizzazioni fisiche diverse. La pulsazione $\omega$ traduce le proprietà del sistema concreto nei parametri dell'oscillazione astratta.
| Sistema | Forza di richiamo | $\omega^2$ | Periodo $T$ |
|---|---|---|---|
| Proiezione del MCU | (definizione cinematica) | $\omega^2$ | $2\pi/\omega$ |
| Molla — massa $m$ | $F=-kx$ | $k/m$ | $2\pi\sqrt{m/k}$ |
| Pendolo (piccoli angoli) | $F_t \approx -mg\,\theta$ | $g/L$ | $2\pi\sqrt{L/g}$ |
Domanda di verifica. Se raddoppi la massa di una molla, di quanto cambia il periodo? E quello di un pendolo? (Risposta: la molla rallenta di $\sqrt 2$, il pendolo non cambia — la massa non compare in $T_{\text{pend}}$.)